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15 e 16 novembre, Consiglio Comunale
Intanto alcuni lavoratori dell’Ente Lirico ai cancelli del Palazzo Civico chiedevano di poter incontrare il Sindaco. Massimo Zedda prima di allontanarsi ha annunciato il ritiro delle successive due deliberazioni di Giunta all’ordine del giorno (su orti urbani e indirizzi per le nomine).
Pubblicato in Sedute del Consiglio Comunale, varie
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8 e 9 novembre, Consiglio Comunale
8 Novembre
La seduta dell’altro ieri si è aperta con l’approvazione di un Ordine del Giorno, firmato da tutto il Consiglio Comunale, con la proposta di intitolare una strada a Andrea Usai, morto mentre provava a salvare altre vite umane, nell’alluvione di Genova.
Si è poi parlato del campo Rom.
Punto di partenza è stata una mozione presentata dai Consiglieri Paolo Casu (PSd’Az) e Gianni Chessa (UDC).
Vi dico prima come è andata finire e poi torno sul dibattito.
La mozione originale è stata approvata con un emendamento della maggioranza, primo firmatario Fabrizio Rodin (PD).
La discussione è stata lunga, il tema importante, evidente la differenza fra maggioranza e opposizione sulla materia. Molto interessanti, appassionati e competenti gli interventi di Davide Carta (PD) e Sebastiano Dessì (SEL). Sul tema sono intervenuto anche io.
È evidente che il campo Rom è un problema dimenticato.
Lo è perché fondamentalmente è molto meglio per tutti noi “cittadini perbene” non sapere della sua esistenza: è isolato, incontrollato e abbandonato.
Che ci siano delle situazioni delinquenziali nessuno lo ha voluto negare; che le stesse siano alimentate da noi, ugualmente è difficile negarlo.
Chi gli porta gli pneumatici, o le batterie esauste o gli elettrodomestici per smaltirli con due lire?
Noi.
Chi alimenta un mercato che produce rifiuti tossici e fumi che avvelenano Mulinu Becciu?
Noi.
Badate bene che questa non vuole essere una giustificazione di attività illegali; e badate ugualmente che il fatto che ci sia stato finora un spreco di acqua, luce e altri beni da parte degli stessi Rom, nessuno lo vuole negare.
Bisogna però cominciare a dire anche altre cose: che quando parliamo di Rom stiamo parlando di esseri umani e che come amministratori dobbiamo anche ricordarci che sono dei cittadini, molti nati a Cagliari, che vivono nella nostra città.
Chi c’era prima di noi non ha voluto fare nulla.
Malgrado il campo di Cagliari sia il peggiore d’Italia, l’ex Assessore alle Politiche Sociali Anselmo Piras (ora Consigliere, PDL) ha detto di non sentirsi “minimamente responsabile”.
L’Assessore Susanna Orrù ha detto invece di sentirsele addosso queste responsabilità e che l’impegno è di trovare una soluzione.
Se noi riusciremo a pensare una sistemazione differente per le famiglie (che sono tante e che hanno dei contrasti fra i due gruppi Ahmetovic e Sulejmanovic), se noi troveremo regole condivise per una convivenza vera, se noi obbligheremo i Rom a pagare acqua e luce (facendogli capire che sono beni che vanno pagati e usati con parsimonia) allora risolveremo anche tutti i problemi che il campo ha creato finora a tutti i residenti del quartiere. Bruciare rifiuti è molto dannoso per chi abita nel campo ma lo è anche per chi respira i fumi nei quartieri circostanti.
Non sarà facile ma bisognerà trovare un progetto a medio e lungo termine che permetta di uscire dall’idea stessa di campo, in maniera che si arrivi a un inserimento reale dei Rom nella comunità cittadina.
Per farlo, bisogna avere la volontà di affrontare i problemi, noi l’abbiamo.
Chi evoca in aula Dachau (evito nomi perché non mi sembra manco il caso) o chi invece ha parlato (mischiando tutti i temi e affastellando Rom, filippini, ucraine) di “occupazione manu militari da parte delle badanti ucraine di piazza Deffenu” (Giuseppe Farris, PDL) non solo non ha nessuna idea della città in cui abita (le badanti accudiscono i nostri anziani, non mi sembra siano un problema di ordine pubblico se si incontrano per due ore a settimana), ma dimostra ancora una volta come sia formato il suo animo.
9 Novembre
La seduta di ieri sera si è aperta con il tema della mobilità ciclopedonale nell’area vasta di Cagliari, ed in particolare con l’Ordine del Giorno della commissione trasporti che impegna il Sindaco ela Giuntaad una serie di interventi prioritari e strategici sul tema.
L’ODG ha ottenuto, come evidenziato dal Consigliere Portoghese (PD, Presidente della ccp Trasporti), il plauso bipartisan in sede di commissione, dimostrando la volontà di maggioranza e opposizione di accedere ai finanziamenti previsti dall’Assessorato Regionale alla Programmazione (5,8 milioni di euro per la mobilità ciclabile nell’Area Vasta di Cagliari, di cui 2,1 milioni circa per la città).
Gli interventi successivi, tutti alquanto animati, e tutti del centro-destra, hanno esplicitamente richiesto che il documento venisse convertito in mozione, al fine di poter procedere ad un dibattito che non si esaurisse con le sole dichiarazioni di voto. A tal proposito il Consigliere Anselmo Piras (PDL) ha sentito il bisogno di precisare che portare in Consiglio un ODG e non una mozione significava la precisa volontà da parte della maggioranza di non volere un confronto con l’opposizione.
La realtà è che la forma come Ordine del Giorno era stata decisa in Conferenza dei Capigruppo (quindi da tutti i capigruppo, compresi ovviamente quelli dell’opposizione); e soprattutto, in Commissione il documento era passato chiaramente all’unanimità.
C’era, da parte della minoranza, solo la volontà di rallentare i lavori.
Il documento è stato comunque discusso (con interventi di 3 minuti) e approvato all’unanimità con 33 voti a favore.
Si è poi passati all’interrogazione urgente firmata dal Consigliere Paolo Casu sull’allagamento di diversi e numerosi punti dell’asse mediano a seguito del violento acquazzone dello scorso 5 novembre e sullo stato di messa in sicurezza delle zone a rischio. L’Assessore Leo ha fatto presente che la cifra necessaria a risolvere l’annoso problema per la sola zona di Pirri ammonterebbe a 31 milioni di euro. Ci sarebbero, seppure da verificare, due stanziamenti della Giunta Regionale per un totale di 7 milioni di euro, dei quali 5 da destinarsi a Pirri e i rimanenti 2 alla zona di Via Peschiera; ed ancora, questa volta dal Ministero dell’Ambiente, due stanziamenti rispettivamente di 2 milioni e 700 mila euro e 875.000 euro per Terramaini e la zona del Fangario.
Sono stati già avviati i lavori per alcune vasche di contenimento delle acque reflue, per una delle quali si è in avanzato stato di esecutività.
Le forti criticità che si presentano al seguito di forti precipitazioni non sono di facile risoluzione, dunque la manutenzione diventa ancor più fondamentale; in particolare l’uso di materiali drenanti e la pulizia delle caditoie (che è già partita a Pirri e si estenderà a tutta la città).
Ha preso poi parola il Sindaco, precisando che le centraline di controllo ambientale presenti, sono programmate anche per mandare via sms l’allerta non appena il pluviometro rivela10 mmdi pioggia; spesso purtroppo, quando parte il segnale, alcune zone sono già sottacqua perché hanno situazioni tali che bastano bassissime precipitazioni per mandarle in crisi. Zedda ha inoltre fatto presente la necessità di affiancare ad una sempre migliore formazione della Polizia Municipale e della Protezione Civile per la gestione delle urgenze (Protezione Civile che era massicciamente presenta ad esempio sabato scorso a Pirri), una formazione di base per i cittadini che risulterebbe un prezioso valore aggiunto.
L’ultimo punto affrontato ha riguardato la gestione del patrimonio comunale, troppo spesso priva di regole. I Consiglieri Casu e Chessa, firmatari della mozione sui criteri di assegnazione dei locali comunali, avevano hanno in precedenza presentato un’interrogazione riguardante il comodato gratuito dell’appartamento di Via Sonnino 177 concesso dalla precedente amministrazione all’Associazione “I Sardi”; hanno riproposto questo tema e nel completare la mozione hanno chiesto alla Giunta di prendere in considerazione dei definiti criteri per le assegnazione degli spazi.
La mozione voleva esprimere la volontà di sollevare il problema auspicando un impegno da parte della Giunta ed il recepimento dei contenuti. Le rassicurazioni in merito da parte dei consiglieri di maggioranza intervenuti (con la volontà di approntare un regolamento ad hoc sulla concessione degli spazi e di non discutere un tema così rilevante solo tramite una mozione), e la conferma da parte dell’Assessore competente dello sgombero dell’immobile da parte dei precedenti beneficiari, ha convinto i firmatari al ritiro del documento e ha segnato la fine della seduta.
Pubblicato in Sedute del Consiglio Comunale
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Le nuove regole
LE NUOVE REGOLE PER LE NOMINE NELLE PARTECIPATE
Sardegna Quotidiano, 8 nov 2011
POLTRONE, NUOVE REGOLE
CTM E COMUNE AI FERRI CORTI
Pubblicato in Comm. Affari Generali, varie
Contrassegnato affari generali, cagliari, commissione, comune, Filippo Petrucci
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2 novembre, Consiglio Comunale
La seduta di ieri sera si è aperta con un solenne minuto di silenzio in ricordo di Sandro Usai, originario di Arbus, che è morto nel tentativo di salvare altre vite durante l’alluvione che ha colpito la Liguria.
La prima mezz’ora è stata dedicata, come di consueto, alle interrogazioni.
Il Consigliere Paolo Casu (PSd’Az.), dopo aver ricevuto precise repliche dall’assessore Enrica Puggioni, ha ritirato la sua interrogazione sull’utilizzazione non appropriata della chiesetta aragonese da parte della Associazione “I Sardi”. La contestazione, iniziata il 23 settembre ha portato il 12 ottobre alla revoca ufficiale della concessione. I funzionari sono giunti a questa decisione dopo aver scrupolosamente verificato che la gestione dello spazio ad opera dell’Associazione era ben lontana dai criteri di acquisizione previsti negli accordi di gestione sottoscritti a suo tempo; l’Assessore alla Cultura ha fatto inoltre presente una serie di inadempienze quali il non rispetto dell’orario di apertura al pubblico e la mancata presentazione delle relazioni trimestrali sulle attività svolte e sul numero di visitatori.
Si è poi passati all’interrogazione firmata dal Consigliere Maurizio Porcelli (PDL) riguardante i bagni pubblici del Poetto. L’interrogazione era stata presentata all’inizio del mese scorso nei giorni caldi in cui aveva luogo la demolizione dei chioschi, ed in particolare in occasione di un disservizio durato qualche ora durante una manifestazione sportiva con utenti disabili. L’assessore Argiolas ha fatto presente che le tre celle attive nel litorale necessitano di manutenzioni urgenti a causa di onerose perdite idriche sugli impianti; saranno dunque temporaneamente sostituite da tre bagni chimici con doppia manutenzione la domenica, giorno di maggiore affluenza. Restano inoltre attivi i servizi igienici di marina piccola.
All’interrogazione successiva presentata dal Consigliere Sandro Vargiu (Riformatori) circa il trasferimento all’Ente Foreste del deposito carburante alle pendici di Monte Urpinu, ha risposto direttamente il Sindaco.
Massimo Zedda ha evidenziato come sia importante acquisire spazi al fine di fornire maggiori servizi al cittadino: troppo spesso i beni dello stato non utilizzati vengono venduti ai privati e “scippati” alla Regione Sardegna e agli enti locali, Comune compreso. Un esempio di un bene regionale, che se passasse in capo al Comune potrebbe essere usato in maniera ottimale, è l’ex spazio espositivo ISOLA, nel bastione di Santa Croce. Questo luogo infatti potrebbe diventare un spazio per i servizi che mancano oggi in Castello (posta, banca ecc.).
Sul tema dell’interrogazione, in merito al deposito carburante, il Sindaco ha evidenziato le criticità che in questo caso l’acquisizione del bene comporterebbe (messa in sicurezza degli ex-depositi e gestione futura). Resta dunque anch’esso tra i beni strategici potenzialmente acquisibili dal Comune, ma bisognerà valutare attentamente i costi che dovremmo affrontare come Amministrazione .
E veniamo al tema successivo, il progetto ABITARE ASSISTITO.
L’interrogazione, che ha visto come primo firmatario Sebastiano Dessì (e che ho firmato anche io), nasceva con l’intento di fare chiarezza sul piano di reinserimento sociale dei sofferenti psichici in case in cui avrebbero abitato insieme al centro di Cagliari.
L’idea è semplice e bella: permettere che persone con problemi psichici possano vivere in autonomia, al centro di Cagliari e iniziare un percorso di integrazione nella normale vita cittadina.
Per questo motivo si era pensato (nel bando) di prendere in considerazione appartamenti in zone centrali di Cagliari con una superficie minima di 140 metri quadrati, diverse camere da letto, un soggiorno, una cucina e due bagni.
Peccato che invece la precedente Amministrazione avesse preso in affitto 5 appartamenti di 70 metri quadri che non erano neanche posizionati in zone centrali (via Is Cornalias); e peccato anche che per questo affitto il Comune abbia pagato per due anni la bella cifra di 8.000 euro al mese.
E peccato, e questo è forse il lato più interessante, che NESSUNO ABBIA MAI ABITATO QUESTA CASE CHE INTANTO VENIVANO PAGATE DAL COMUNE.
IN SOSTANZA: 192.000 EURO BUTTATI.
Per avere una cronistoria chiara dei fatti vi giro questo link:
http://www.ufficiostampacagliari.it/rassegnastampa.php?pagina=18757 rimanda alla rassegna stampa del Comune dove sono riportati alcuni degli articoli in merito, a firma Enrico Fresu e Paola Pilia del Sardegna Quotidiano che per primo -e con precisi approfondimenti- si è occupato dell’argomento.
In merito al’interrogazione, l’assessore Orrù, pur considerando il progetto AA una buona pratica di inclusione sociale, ha fatto presente le sue perplessità in merito alla scelta dell’immobile, assolutamente inadatto ad accogliere quindici sofferenti mentali; il bando è stato ufficialmente bloccato ed il progetto ripartirà in un appartamento di 150 metri quadri in Via Sonnino (appartamento affittato dal Comune, più grande e in una zona centrale, e con un canone di locazione decisamente più basso rispetto ai precedenti).
Spiace dirlo, ma tanto è la realtà dei fatti, questa pratica, che presenta un evidente e cospicuo danno erariale per l’Amministrazione (cioè per tutti noi cittadini), più che essere affrontata nel Palazzo Civico, sarà esaminata in ben altri luoghi (Corte dei Conti per esempio).
La seduta si è conclusa con il respingimento del Piano Attuativo di lottizzazione nella zona di Via del Fangario.
La discussione verteva su una deliberazione di Giunta n. 70 del marzo 2011 dove si specificava come la commissione edilizia avesse espresso esplicito parere negativo e come la Regione Sardegna non avesse mai concesso l’autorizzazione paesaggistica.
La zona in oggetto è inoltre a rischio idrogeologico in quanto possibile zona di esondazione in caso di piogge eccezionali. Il NO di ben 23 consiglieri (e l’astensione di altri 4 su 36 presenti) rivendica uno sviluppo urbanistico ed una pianificazione territoriale nel rispetto del PPR; il territorio è una risorsa da preservare e da non consumare, ancor più se ci sono dei rischi idrogeologici.
Come ha fatto notare Matteo Lecis Cocco Ortu nel suo intervento “abbiamo aperto la seduta ricordando la morte di una persona travolta da una alluvione, causata dall’incuria dell’uomo nel costruire, e ora, dopo un esplicito parere negativo in cui viene evidenziato il rischio idrogeologico della zona, come possiamo noi in buona fede autorizzare delle costruzioni in quell’area?”
La lottizzazione (oltre ad avere l’esplicito parere negativo della commissione edilizia e l’assenza di autorizzazione paesaggistica della RAS) era prevista praticamente al confine territoriale con Cagliari, quasi in territorio di Elmas, in una zona che è prettamente industriale: sono questi i luoghi dove vogliamo che si sviluppi la Cagliari di domani?
L’unica preoccupazione dell’opposizione, sono state le tasse a carico dei proprietari di quei terreni e le eventuali denunce che arriveranno dai privati che avendo acquistato quei terreni in vista di una promessa di cementificazione, rimarranno delusi.
Ieri sera, a mio avviso, il rispetto dell’ambiente e la sicurezza per chi ci vive hanno avuto la meglio sulle gru e sulle colate di cemento.
Ci si aggiorna martedì prossimo.
(Per leggere i dettagli dell’ordine del giorno clicca qui)
Pubblicato in Sedute del Consiglio Comunale
Contrassegnato cagliari, Massimo Zedda, Meglio di prima non ci basta, petrucci
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