2 novembre, Consiglio Comunale

La seduta di ieri sera si è aperta con un solenne minuto di silenzio in ricordo di Sandro Usai, originario di Arbus, che è morto nel tentativo di salvare altre vite durante l’alluvione che ha colpito la Liguria.
La prima mezz’ora è stata dedicata, come di consueto, alle interrogazioni.
Il Consigliere Paolo Casu (PSd’Az.), dopo aver ricevuto precise repliche dall’assessore Enrica Puggioni, ha ritirato la sua interrogazione sull’utilizzazione non appropriata della chiesetta aragonese da parte della Associazione “I Sardi”. La contestazione, iniziata il 23 settembre ha portato il 12 ottobre alla revoca ufficiale della concessione. I funzionari sono giunti a questa decisione dopo aver scrupolosamente verificato che la gestione dello spazio ad opera dell’Associazione era ben lontana dai criteri di acquisizione previsti negli accordi di gestione sottoscritti a suo tempo; l’Assessore alla Cultura  ha fatto inoltre presente una serie di inadempienze quali il non rispetto  dell’orario di apertura al pubblico e la mancata presentazione delle relazioni trimestrali sulle attività svolte e sul  numero di visitatori.
Si è poi passati all’interrogazione firmata dal Consigliere Maurizio Porcelli (PDL) riguardante i bagni pubblici del Poetto. L’interrogazione era stata presentata all’inizio del mese scorso nei giorni caldi in cui aveva luogo la demolizione dei chioschi, ed in particolare in occasione di un disservizio durato qualche ora durante una manifestazione sportiva con utenti disabili. L’assessore Argiolas ha fatto presente che le tre celle attive nel litorale necessitano di manutenzioni urgenti a causa di onerose perdite idriche sugli impianti; saranno dunque temporaneamente sostituite da tre bagni chimici con doppia manutenzione la domenica, giorno di maggiore affluenza. Restano inoltre attivi i servizi igienici di marina piccola.
All’interrogazione successiva presentata dal Consigliere Sandro Vargiu (Riformatori) circa il trasferimento all’Ente Foreste del deposito carburante alle pendici di Monte Urpinu, ha risposto direttamente il Sindaco.
Massimo Zedda ha evidenziato come sia importante acquisire spazi al fine di fornire maggiori servizi al cittadino: troppo spesso i beni dello stato non utilizzati vengono venduti ai privati e “scippati” alla Regione Sardegna e agli enti locali, Comune compreso. Un esempio di un bene regionale, che se passasse in capo al Comune potrebbe essere usato in maniera ottimale, è l’ex spazio espositivo ISOLA, nel bastione di Santa Croce. Questo luogo infatti potrebbe diventare un spazio per i servizi che mancano oggi in Castello (posta, banca ecc.).
Sul tema dell’interrogazione, in merito al deposito carburante, il Sindaco ha evidenziato le criticità che in questo caso l’acquisizione del bene comporterebbe (messa in sicurezza degli ex-depositi e gestione futura). Resta dunque anch’esso tra i beni strategici potenzialmente acquisibili dal Comune, ma bisognerà valutare attentamente i costi che dovremmo affrontare come Amministrazione .
E veniamo al tema successivo, il progetto ABITARE ASSISTITO.
L’interrogazione, che ha visto come primo firmatario Sebastiano Dessì (e che ho firmato anche io), nasceva con l’intento di fare chiarezza sul piano di reinserimento sociale dei sofferenti psichici in case in cui avrebbero abitato insieme al centro di Cagliari.
L’idea è semplice e bella: permettere che persone con problemi psichici possano vivere in autonomia, al centro di Cagliari e iniziare un percorso di integrazione nella normale vita cittadina.   
Per questo motivo si era pensato (nel bando) di prendere in considerazione appartamenti in zone centrali di Cagliari con una superficie minima di 140 metri quadrati, diverse camere da letto, un soggiorno, una cucina e due bagni.
Peccato che invece la precedente Amministrazione avesse preso in affitto 5 appartamenti di 70 metri quadri che non erano neanche posizionati in zone centrali (via Is Cornalias); e peccato anche che per questo affitto il Comune abbia pagato per due anni la bella cifra di 8.000 euro al mese.
E peccato, e questo è forse il lato più interessante, che NESSUNO ABBIA MAI ABITATO QUESTA CASE CHE INTANTO VENIVANO PAGATE DAL COMUNE.
IN SOSTANZA: 192.000 EURO BUTTATI.
Per avere una cronistoria chiara dei fatti vi giro questo link:
http://www.ufficiostampacagliari.it/rassegnastampa.php?pagina=18757 rimanda alla rassegna stampa del Comune dove sono riportati alcuni degli articoli in merito, a firma Enrico Fresu e Paola Pilia del Sardegna Quotidiano che per primo -e con precisi approfondimenti- si è occupato dell’argomento.
In merito al’interrogazione, l’assessore Orrù, pur considerando il progetto AA una  buona pratica di inclusione sociale, ha fatto presente le sue perplessità in merito alla scelta dell’immobile, assolutamente inadatto ad accogliere quindici sofferenti mentali; il bando è stato ufficialmente bloccato ed il progetto ripartirà in un appartamento di 150 metri quadri in Via Sonnino (appartamento affittato dal Comune, più grande e in una zona centrale, e con un canone di locazione decisamente più basso rispetto ai precedenti).
Spiace dirlo, ma tanto è la realtà dei fatti, questa pratica, che presenta un evidente e cospicuo danno erariale per l’Amministrazione (cioè per tutti noi cittadini), più che essere affrontata nel Palazzo Civico, sarà esaminata in ben altri luoghi (Corte dei Conti per esempio).
La seduta si è conclusa con il respingimento del Piano Attuativo di lottizzazione nella zona di Via del Fangario.
La discussione verteva su una deliberazione di Giunta n. 70 del marzo 2011 dove si specificava come la commissione edilizia avesse espresso esplicito parere negativo e come la Regione Sardegna non avesse mai concesso l’autorizzazione paesaggistica.
La zona in oggetto è inoltre a rischio idrogeologico in quanto possibile zona di esondazione in caso di piogge eccezionali. Il NO di ben 23 consiglieri (e l’astensione di altri 4 su 36 presenti) rivendica uno sviluppo urbanistico ed una pianificazione territoriale nel rispetto del PPR;  il territorio è una risorsa da preservare e da non consumare, ancor più se ci sono dei rischi idrogeologici.
Come ha fatto notare Matteo Lecis Cocco Ortu nel suo intervento “abbiamo aperto la seduta ricordando la morte di una persona travolta da una alluvione, causata dall’incuria dell’uomo nel costruire, e ora, dopo un esplicito parere negativo in cui viene evidenziato il rischio idrogeologico della zona, come possiamo noi in buona fede autorizzare delle costruzioni in quell’area?”
La lottizzazione (oltre ad avere l’esplicito parere negativo della commissione edilizia e l’assenza di autorizzazione paesaggistica della RAS) era prevista praticamente al confine territoriale con Cagliari, quasi in territorio di Elmas, in una zona che è prettamente industriale: sono questi i luoghi dove vogliamo che si sviluppi la Cagliari di domani?
L’unica preoccupazione dell’opposizione, sono state le tasse a carico dei proprietari di quei terreni e le eventuali denunce che arriveranno dai privati che avendo acquistato quei terreni in vista di una promessa di cementificazione, rimarranno delusi.
Ieri sera, a mio avviso, il rispetto dell’ambiente e la sicurezza per chi ci vive hanno avuto la meglio sulle gru e sulle colate di cemento.
Ci si aggiorna martedì prossimo.
(Per leggere i dettagli dell’ordine del giorno clicca qui)
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