8 e 9 novembre, Consiglio Comunale

 8 Novembre
La seduta dell’altro ieri si è aperta con l’approvazione di un Ordine del Giorno, firmato da tutto il Consiglio Comunale, con la proposta di intitolare una strada a Andrea Usai, morto mentre provava a salvare altre vite umane, nell’alluvione di Genova.
 Si è poi parlato del campo Rom.
Punto di partenza è stata una mozione presentata dai Consiglieri Paolo Casu (PSd’Az) e Gianni Chessa (UDC).
Vi dico prima come è andata finire e poi torno sul dibattito.
La mozione originale è stata approvata con un emendamento della maggioranza, primo firmatario Fabrizio Rodin (PD). 
 La discussione è stata lunga, il tema importante, evidente la differenza fra maggioranza e opposizione sulla materia. Molto interessanti, appassionati e competenti gli interventi di Davide Carta (PD) e Sebastiano Dessì (SEL). Sul tema sono intervenuto anche io.
È evidente che il campo Rom è un problema dimenticato.
Lo è perché fondamentalmente è molto meglio per tutti noi “cittadini perbene” non sapere della sua esistenza: è isolato, incontrollato e abbandonato.
Che ci siano delle situazioni delinquenziali nessuno lo ha voluto negare; che le stesse siano alimentate da noi, ugualmente è difficile negarlo.
Chi gli porta gli pneumatici, o le batterie esauste o gli elettrodomestici per smaltirli con due lire?
Noi.
Chi alimenta un mercato che produce rifiuti tossici e fumi che avvelenano Mulinu Becciu?
Noi.
Badate bene che questa non vuole essere una giustificazione di attività illegali; e badate ugualmente che il fatto che ci sia stato finora un spreco di acqua, luce e altri beni da parte degli stessi Rom, nessuno lo vuole negare.
Bisogna però cominciare a dire anche altre cose: che quando parliamo di Rom stiamo parlando di esseri umani e che come amministratori dobbiamo anche ricordarci che sono dei cittadini, molti nati a Cagliari, che vivono nella nostra città.
Chi c’era prima di noi non ha voluto fare nulla.
Malgrado il campo di Cagliari sia il peggiore d’Italia, l’ex Assessore alle Politiche Sociali Anselmo Piras (ora Consigliere, PDL) ha detto di non sentirsi “minimamente responsabile”.
L’Assessore Susanna Orrù ha detto invece di sentirsele addosso queste responsabilità e che l’impegno è di trovare una soluzione.
Se noi riusciremo a pensare una sistemazione differente per  le famiglie (che sono tante e che hanno dei contrasti fra i due gruppi Ahmetovic e Sulejmanovic), se noi troveremo regole condivise per una convivenza vera, se noi obbligheremo i Rom a pagare acqua e luce (facendogli capire che sono beni che vanno pagati e usati con parsimonia) allora risolveremo anche tutti i problemi che il campo ha creato finora a tutti i residenti del quartiere. Bruciare rifiuti è molto dannoso per chi abita nel campo ma lo è anche per chi respira i fumi nei quartieri circostanti.
Non sarà facile ma bisognerà trovare un progetto a medio e lungo termine che permetta di uscire dall’idea stessa di campo, in maniera che si arrivi a un inserimento reale dei Rom nella comunità cittadina.
Per farlo, bisogna avere la volontà di affrontare i problemi, noi l’abbiamo.
Chi evoca in aula Dachau (evito nomi perché non mi sembra manco il caso) o chi  invece ha parlato (mischiando tutti i temi e affastellando Rom, filippini, ucraine) di “occupazione manu militari da parte delle badanti ucraine di piazza Deffenu” (Giuseppe Farris, PDL) non solo non ha nessuna idea della città in cui abita (le badanti accudiscono i nostri anziani, non mi sembra siano un problema di ordine pubblico se si incontrano per due ore a settimana), ma dimostra ancora una volta come sia formato il suo animo.
 9 Novembre
La seduta di ieri sera si è aperta con il tema della mobilità ciclopedonale nell’area vasta di Cagliari, ed in particolare con l’Ordine del Giorno della commissione trasporti che impegna il Sindaco ela Giuntaad una serie di interventi prioritari e strategici sul tema.
L’ODG ha ottenuto, come evidenziato dal Consigliere Portoghese (PD, Presidente della ccp Trasporti), il plauso bipartisan  in sede di commissione, dimostrando la volontà di maggioranza e opposizione di accedere ai finanziamenti previsti dall’Assessorato Regionale alla Programmazione (5,8 milioni di euro per la mobilità ciclabile nell’Area Vasta di Cagliari, di cui 2,1 milioni circa per la città).
Gli interventi successivi, tutti alquanto animati, e tutti del centro-destra, hanno esplicitamente richiesto che il documento venisse convertito in mozione, al fine di poter procedere ad un dibattito che non si esaurisse con le sole dichiarazioni di voto. A tal proposito il Consigliere Anselmo Piras (PDL) ha sentito il bisogno di precisare che portare in Consiglio un ODG e non una mozione  significava la precisa volontà da parte della maggioranza di non volere un confronto con l’opposizione.
La realtà è che la forma come Ordine del Giorno era stata decisa in Conferenza dei Capigruppo (quindi da tutti i capigruppo, compresi ovviamente quelli dell’opposizione); e soprattutto, in Commissione il documento era passato chiaramente all’unanimità.
C’era, da parte della minoranza, solo la volontà di rallentare i lavori.
Il documento è stato comunque discusso (con interventi di 3 minuti) e  approvato all’unanimità con 33 voti a favore.
 Si è poi passati all’interrogazione urgente firmata dal Consigliere Paolo Casu sull’allagamento di diversi e numerosi punti dell’asse mediano a seguito del violento acquazzone dello scorso 5 novembre e sullo stato di messa in sicurezza delle zone a rischio. L’Assessore Leo ha fatto presente che la cifra necessaria a risolvere l’annoso problema per la sola zona di Pirri ammonterebbe a 31 milioni di euro. Ci sarebbero, seppure da verificare, due stanziamenti della Giunta Regionale per un totale di 7 milioni di euro, dei quali 5 da destinarsi a Pirri e i rimanenti 2 alla zona di Via Peschiera; ed ancora, questa volta dal Ministero dell’Ambiente,  due stanziamenti rispettivamente di 2 milioni e 700 mila euro e 875.000 euro per Terramaini e la zona del Fangario.
Sono stati già avviati i lavori per alcune vasche di contenimento delle acque reflue, per una delle quali si è in avanzato stato di esecutività.
Le forti criticità che si presentano al seguito di forti precipitazioni non sono di facile risoluzione, dunque la manutenzione diventa ancor più fondamentale; in particolare l’uso di materiali drenanti e la pulizia delle caditoie (che è già partita a Pirri e si estenderà a tutta la città).
Ha preso poi parola il Sindaco, precisando che le centraline di controllo ambientale presenti, sono programmate anche per mandare via sms l’allerta non appena il pluviometro rivela10 mmdi pioggia; spesso purtroppo, quando parte il segnale, alcune zone sono già sottacqua perché hanno situazioni tali che bastano bassissime precipitazioni per mandarle in crisi. Zedda ha inoltre fatto presente la necessità di affiancare ad una sempre migliore formazione della Polizia Municipale e della Protezione Civile per la gestione delle urgenze (Protezione Civile che era massicciamente presenta ad esempio sabato scorso a Pirri), una formazione di base per i cittadini che risulterebbe un prezioso valore aggiunto.
 L’ultimo punto affrontato ha riguardato la gestione del patrimonio comunale, troppo spesso priva di regole. I Consiglieri Casu e Chessa, firmatari della mozione sui criteri di assegnazione dei locali comunali, avevano hanno in precedenza presentato un’interrogazione riguardante il comodato gratuito dell’appartamento di Via Sonnino 177 concesso dalla precedente amministrazione all’Associazione “I Sardi”; hanno riproposto questo tema e nel completare la mozione hanno chiesto alla Giunta di prendere in considerazione dei definiti criteri per le assegnazione degli spazi.
La mozione voleva esprimere la volontà di sollevare il problema auspicando un impegno da parte della Giunta ed il recepimento dei contenuti. Le rassicurazioni in merito da parte dei consiglieri di maggioranza intervenuti (con la volontà di approntare un regolamento ad hoc sulla concessione degli spazi e di non discutere un tema così rilevante solo tramite una mozione), e la conferma da parte dell’Assessore competente dello sgombero dell’immobile da parte dei precedenti beneficiari, ha convinto i firmatari al ritiro del documento e ha segnato la fine della seduta.
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