Non vogliamo le cose a metà – Venerdì 13 maggio dalle 18 in Piazza S. Sepolcro

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Se non fossi scesa in piazza…

di Silvia Usai
Premessa: vivo a Sant’Avendrace dal 1995, ma frequento il quartiere e la parrocchia da qualche anno prima del mio trasferimento da piazza Repubblica.
Perchè racconto dei miei pellegrinaggi? Perché per me, cresciuta in vari paesi e poi trapiantata a Cagliari per motivi di studio, il mio nuovo quartiere era il top: città (desiderata, sognata da ragazzina) e paese allo stesso tempo: un quartiere dove non è difficile allacciare legami, conoscere tutti, salutarsi per strada, scambiare due parole e (perché no?), anche qualche “sano” pettegolezzo.
Cuore di tutto ciò la parrocchia e… il cortile. La prima estate a Sant’Avendrace, da ospite, (1992) mi stupii piacevolmente della vitalità del cortile: bambini in carrozzina o passeggino, altri che muovevano i primi passi, i più grandi in bici o dietro a un pallone e poi mamme, zie, nonne, nonni ragazzi… insomma: tutti.
Quando sono diventata mamma il cortile è diventato anche mio. Lì mio figlio ha conosciuto i suoi primi amichetti, io le loro mamme. Durante l’inverno ci vediamo pochissimo, ma appena arriva il caldo nessuna di noi manca all’appuntamento e i rapporti e le amicizie si riallacciano.
Quest’estate il “nostro” cortile rimarrà chiuso per lavori di restauro della chiesa. E noi? Ci incontreremo in piazza Sorcinelli.
Sì, perché c’è ancora!!!
Il fatto: alla fine di ottobre 2010, tornando a casa, noto una recinzione nel giardinetto. Un cartello dice qualcosa, ma sono in autobus e non riesco a leggerlo.
L’indomani però leggo questo: http://vitobiolchini.wordpress.com/2010/10/28/il-comune-di-cagliari-abbatte-nove-alberi-in-viale-trento-per-fare-un-favore-a-sergio-zuncheddu/
Sono inorridita, inviperita, indignata: l’unica zona verde del quartiere diventerà una rotonda!!!
Il 29 ottobre si parla di questo in trasmissione. Alle 10,00 mi fiondo fuori di casa e mi precipito al giardinetto. Ruspe, operai, motoseghe, alberi mutilati e il “mitico” Andrea Olla che protesta e tenta di fermarli. Lo raggiungo (e siamo due). Si fermano dei curiosi, degli abitanti del quartiere che conosco (grazie al cortile!!!)… cominciamo a diventare tanti, a protestare… arrivano i vigili, arriva qualche giornalista (primo fra tutti Vito Biolchini, che ha dato la notizia e racconta tutto molto meglio di me qui: http://vitobiolchini.wordpress.com/2010/10/29/vittoria-bloccato-il-cantiere-di-viale-trento-e-adesso-chi-glielo-dice-a-sergio-z/), arriva qualcuno dalla Soprintendenza, e perfino qualche consigliere comunale (e qulcuno cade dalle nuvole…).
Nelle settimane seguenti la protesta spontanea si organizza, cresce… e alla fine il giardinetto è salvo.
Oggi: Se non fossi scesa in piazza… il giardinetto ci sarebbe ancora, perché altre voci hanno protestato e difeso gli alberi e il verde. Ma sono contenta di esserci stata anche io, perché amo il mio quartiere, che ritenevo vivibile e decente anche prima che venissero a “portarci la civiltà”, perché credo che difendere il bene di tutti sia un dovere, perché penso che essere cittadini sia anche questo.
…E oggi che il nostro cortile è chiuso noi mamme, figli, nonne, nonni (veri o “adottati” sul campo) andremo a giocare lì, a chiacchierare, a godere dell’ombra degli alberi superstiti, a “vivere” il quartiere.
La rotonda prevista non è stata realizzata (per fortuna),  ma per il resto…. non vogliamo le cose a metà!!!
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Ecco lo spot elettorale della nostra Elena Pau

Buona visione
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Ma chi me l’ha fatto fare?

di Valentina Macis
Sono cresciuta in una famiglia comunista. Così comunista che mi chiamo Valentina in onore di Valentina Tereshkova, la prima donna astronauta. Una famiglia così comunista che alle medie quando tutti i miei compagni avevano il diario di Jacovitti o delle Holly Hobby, io avevo” l’agenda dell’8 marzo”, con la fotografia di Angela Davis in copertina. Una famiglia così comunista che noi bambini avevamo le bandiere rosse mignon per partecipare alle manifestazioni e tornati a casa inscenavamo dei cortei di protesta nel corridoio. Una famiglia così comunista che se durante le vacanze estive facevamo un viaggio era per andare alla Festa Nazionale dell’Unità.
Mio nonno e mio padre, per dire che un tale era una brava persona, dicevano:”è un compagno”.
Ricordo le discussioni accesissime sul “compromesso storico” con nonno che non si capacitava che si potesse dialogare con i democristiani.
Sono passati secoli, ere geologiche, si sono affermati nuovi equilibri, il mondo ha cambiato assetto. La politica è diventata una cosa sporca, che si fa per tornaconto.
Ci siamo ridotti a parlare con la televisione, a fare il tifo per le trasmissioni e i personaggi che dal divano ci sembrano più progressisti, più simpatici, più carismatici e invece, magari, sono solo i più fotogenici.
Così è tornata la voglia di impegnarsi in prima persona, di metterci la faccia, di cercare di cambiare un po’ la realtà che ci circonda, partendo dalla base, dalle cose più semplici, dalle più vicine.
La voglia di partecipare e non restare a guardare.
Ho conosciuto i ragazzi della lista “megliodiprimanoncibasta” grazie a una amica.
Non sapevo che fossero stati loro a forzare la mano ai partiti del centrosinistra perché anche a Cagliari si svolgessero le primarie.
Mentre io mi godevo la famiglia durante le vacanze di Natale, loro erano impegnatissimi a raccogliere oltre 1500 firme.
E’ grazie al loro sforzo che abbiamo Massimo Zedda candidato Sindaco e io sono orgogliosa e fiera di fare parte di questa lista!
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Inaugurazione scuola primaria Via Caboni

di Cinzia Sciò
Ci sarebbe piaciuto tantissimo trovare fra le molte inaugurazioni pre-elettorali del sindaco uscente Floris e patron del candidato Fantola questo evento. Ma nel carnet del sindaco non c’è posto per risolvere “inghippi” creati da un’amministrazione facilona, superficiale e sprecona.
Nel 2007 i tecnici del Comune dopo un attento sopralluogo della scuola di Via Caboni e dei giardini che la circondano sono tutti concordi nell’affermare la necessità di una ristrutturazione completa del plesso.
Gli insegnanti della scuola sono perplessi per questa ristrutturazione completa anche se, per l’edificio che risale agli anni ’70, c’è la necessità di cambiare gli infissi esterni ed interni, ristrutturare servizi igienici e dare una sistemazione al giardino che si trova dietro la scuola, dove nei mesi più caldi gli alunni del tempo pieno giocano riparati dal caldo. La scuola qualche anno prima era stata adeguata alle norme di sicurezza previste dalla normativa antincendio con la realizzazione delle scale esterne e delle uscite di sicurezza. Il Comune ha portato avanti i lavori per un intero anno scolastico, creando disagi agli studenti e alle famiglie. Tutto ciò si sarebbe sopportato volentieri se i risultati avessero restituito un edificio ristrutturato e migliorato.

Purtroppo non è così:
• le pavimentazioni in marmettoni color champagne, che “tenevano” lo sporco in otto ore di scuola, sono state interamente sostituite da piastrelle in gres bianco-grigio sulle quali anche una goccia d’acqua fa pensare ad un pavimento non pulito da giorni;
• le porte interne vecchiotte ma colorate sono state sostituite da economicissime porte in tamburato bianco che dopo qualche mese di utilizzo avevano le maniglie e cerniere che si staccavano. Inoltre le porte non si aprono a 180° e restano aperte sul corridoio creando pericolo per gli alunni che si spostano negli androni;
• le finestre, quelle sì a norma per fortuna, per andare a risparmio prevedono una parte su tre apribile… la scuola diventa un forno crematorio nell’impossibilità di arieggiare a dovere le aule.
Ma il top del top si realizza negli spazi esterni: il giardino è ancora chiuso e cantierato dopo quattro anni. Il cortile è inaccessibile ai bambini e nessun operaio comunale ha ricevuto l’ordine per andare a rimuovere sterpaglie e immondizie che si sono accumulate nel tempo.

E ora qualche domanda:
Quanti quattrini si sarebbero risparmiati facendo una ristrutturazione mirata e di qualità?
Quanti altri edifici scolastici di Cagliari avrebbero potuto essere migliorati con quei soldi?
QUANDO SARA’ “INAUGURATO” IL GIARDINO DI VIA CABONI DOVE I BAMBINI GIOCAVANO AL FRESCO, ZAPPAVANO I LORO PICCOLI ORTI DIDATTICI E IL BIDELLO CURAVA I NESPOLI E I FICHI E LI DISTRIBUIVA A MERENDA ?
Cari concittadini, ricordatevi di questo quando sceglierete il vostro candidato sindaco.

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