Se non fossi scesa in piazza…

di Silvia Usai
Premessa: vivo a Sant’Avendrace dal 1995, ma frequento il quartiere e la parrocchia da qualche anno prima del mio trasferimento da piazza Repubblica.
Perchè racconto dei miei pellegrinaggi? Perché per me, cresciuta in vari paesi e poi trapiantata a Cagliari per motivi di studio, il mio nuovo quartiere era il top: città (desiderata, sognata da ragazzina) e paese allo stesso tempo: un quartiere dove non è difficile allacciare legami, conoscere tutti, salutarsi per strada, scambiare due parole e (perché no?), anche qualche “sano” pettegolezzo.
Cuore di tutto ciò la parrocchia e… il cortile. La prima estate a Sant’Avendrace, da ospite, (1992) mi stupii piacevolmente della vitalità del cortile: bambini in carrozzina o passeggino, altri che muovevano i primi passi, i più grandi in bici o dietro a un pallone e poi mamme, zie, nonne, nonni ragazzi… insomma: tutti.
Quando sono diventata mamma il cortile è diventato anche mio. Lì mio figlio ha conosciuto i suoi primi amichetti, io le loro mamme. Durante l’inverno ci vediamo pochissimo, ma appena arriva il caldo nessuna di noi manca all’appuntamento e i rapporti e le amicizie si riallacciano.
Quest’estate il “nostro” cortile rimarrà chiuso per lavori di restauro della chiesa. E noi? Ci incontreremo in piazza Sorcinelli.
Sì, perché c’è ancora!!!
Il fatto: alla fine di ottobre 2010, tornando a casa, noto una recinzione nel giardinetto. Un cartello dice qualcosa, ma sono in autobus e non riesco a leggerlo.
L’indomani però leggo questo: http://vitobiolchini.wordpress.com/2010/10/28/il-comune-di-cagliari-abbatte-nove-alberi-in-viale-trento-per-fare-un-favore-a-sergio-zuncheddu/
Sono inorridita, inviperita, indignata: l’unica zona verde del quartiere diventerà una rotonda!!!
Il 29 ottobre si parla di questo in trasmissione. Alle 10,00 mi fiondo fuori di casa e mi precipito al giardinetto. Ruspe, operai, motoseghe, alberi mutilati e il “mitico” Andrea Olla che protesta e tenta di fermarli. Lo raggiungo (e siamo due). Si fermano dei curiosi, degli abitanti del quartiere che conosco (grazie al cortile!!!)… cominciamo a diventare tanti, a protestare… arrivano i vigili, arriva qualche giornalista (primo fra tutti Vito Biolchini, che ha dato la notizia e racconta tutto molto meglio di me qui: http://vitobiolchini.wordpress.com/2010/10/29/vittoria-bloccato-il-cantiere-di-viale-trento-e-adesso-chi-glielo-dice-a-sergio-z/), arriva qualcuno dalla Soprintendenza, e perfino qualche consigliere comunale (e qulcuno cade dalle nuvole…).
Nelle settimane seguenti la protesta spontanea si organizza, cresce… e alla fine il giardinetto è salvo.
Oggi: Se non fossi scesa in piazza… il giardinetto ci sarebbe ancora, perché altre voci hanno protestato e difeso gli alberi e il verde. Ma sono contenta di esserci stata anche io, perché amo il mio quartiere, che ritenevo vivibile e decente anche prima che venissero a “portarci la civiltà”, perché credo che difendere il bene di tutti sia un dovere, perché penso che essere cittadini sia anche questo.
…E oggi che il nostro cortile è chiuso noi mamme, figli, nonne, nonni (veri o “adottati” sul campo) andremo a giocare lì, a chiacchierare, a godere dell’ombra degli alberi superstiti, a “vivere” il quartiere.
La rotonda prevista non è stata realizzata (per fortuna),  ma per il resto…. non vogliamo le cose a metà!!!
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