Le riflessioni sulla città di Filippo Petrucci

L’UNIONE SARDA, 4 settembre 2013

UNIONE_4_SETT_2013

Riflessioni sulla città

Negli ultimi giorni i lettori dell’Unione Sarda hanno potuto leggere una riflessione del Coordinatore cittadino del Pdl e alcune considerazioni del capo della squadra mobile di Cagliari, Dottor Testa. I due articoli descrivono due città diverse: Testa ricordava che fortunatamente i tempi delle bande cittadine sono ormai lontani e che i fatti violenti trovano rapida soluzione mentre il Coordinatore Pdl dipingeva una città brutale, simile, tranne il proibizionismo, alla Chicago di Al Capone. La realtà è che Cagliari, come tutto il nostro paese, soffre e pesantemente della crisi che da alcuni anni ha investito tutti e che purtroppo episodi delittuosi possono essere possibili. Il problema risiede però nell’uso delle parole per descrivere i fatti nonché nella rispondenza che le stesse hanno con la realtà: non è vero che “Cagliari è passata da capitale del Mediterraneo a regno del degrado urbano”. Non lo è perché ogni giorno questa amministrazione si adopera per affrontare al meglio, coi mezzi che ha, i problemi cittadini: e i mezzi sono un vecchio appalto per i rifiuti dove mancano decine di km di strade e dunque ogni volta che si deve intervenire bisogna pagare in più (il nuovo appalto vedrà luce a breve). E non è vero anche perché “Capitale del Mediterraneo” Cagliari non lo è mai stata. Non basta autonominarsi, darsi le medaglie da soli; se non vi è un riconoscimento (mai arrivato da Barcellona, Marsiglia, Tunisi, Genova ecc…) sono parole al vento. Parole al vento, quelle che troppi usano. Ad esempio: è dovuto intervenire il presidente Cappellacci per invitare a un convegno il Ministro per l’Integrazione Kyenge, dopo che i giovani del Pdl avevano dichiarato che la sua presenza in occasione della visita del Santo Padre sarebbe stata «impropria e fuori luogo». Perché non basta dire che noi Sardi siamo accoglienti e generosi, se poi nei fatti ci si contraddice. Ma questo è il Psl: dice una cosa e ne fa un’altra. Si scrive che non si è affrontato nessun problema, anche in questo caso un’affermazione non confermata dai fatti. Un esempio su tutti è il Poetto dove per vent’anni non si è voluto intervenire: noi, anche se con un tempistica ahimé lunga, lo abbiamo fatto. Seriamente. Il centrodestra affrontò il problema del Poetto col ripascimento del 2002, fatto dalla Provincia, Presidente di allora Sandro Balletto. La sabbia nera è ancora lì. Governare non è facile e vuol dire fare scelte e commettere anche degli errori. Questa amministrazione non è perfetta, molte sono le cose che dobbiamo ancora fare, su diversi campi dobbiamo accelerare; le critiche vanno ascoltate e fatte proprie per fare meglio. La riflessione sulla riscoperta del senso civico e sulla responsabilità di tutti noi, cittadini compresi, è condivisibile; ciò che lascia interdetti è come si possa chiedere questa nuova fiducia a tutti i cittadini, e allo stesso gettare serenamente fango a 360° gradi sull’amministrazione. Ma purtroppo troppi anni di Berlusconi così hanno ridotto il dibattito politico.

Filippo Petrucci, Consigliere comunale lista civica “Meglio di prima non ci basta!”

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