Il perché del funerale alle jacarande

Oggi abbiamo officiato un funerale, quello delle jacarande di piazza Maxia.
Perché abbiamo voluto ricordare gli alberi dai fiori viola? Perché piazza Maxia è l’emblema stesso dell’amministrazione di centrodestra che ha governato in questi anni Cagliari: un progetto fatto in totale assenza di trasparenza, sconosciuto al quartiere che lo ospita, che ha bloccato lo stesso quartiere per due anni, la cui data di fine lavori era sconosciuta a tutti e che ha visto dilapidare, per una piazza che nessuno sembra amare, un totale di 1.300.000 euro.
Un progetto che, dulcis in fundo, ha eliminato decine di alberi ad alto fusto per sostituirli con un orrendo catino che invece di unire la piazza la divide in più spazi, impedendo l’accesso alla stessa dalla parte superiore della strada (finale via della Pineta-via Degioannis).
La cosa forse più buffa è che questo Sindaco, impegnatissimo in questi giorni a tagliare tutti i nastri che si ritrova sottomano, non ha mai avuto il coraggio di inaugurare questa piazza.
Forse perché non avrebbe ricevuto tanti applausi?
Disinformazione, disinteresse della volontà popolare (chiaramente espressa dal “Comitato per piazza Maxia”, dalle tante manifestazioni e dai tanti striscioni ancora presenti sui palazzi in zona) e sperpero di danaro pubblico.
Quando andremo a votare ricordiamoci di come questo centrodestra è abituato a amministrare la nostra città: votiamo Massimo Zedda e votiamo “meglio di prima NON CI BASTA!”.
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Flash mob – Funerale delle jacarande, piazza Maxia- 5 maggio ore 18.00

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5 maggio – funerale delle jacarande

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Messaggio da Maria Elena Ferrara

Pubblichiamo di seguito un messaggio inviatoci dalla candidata Maria Elena Ferrara.

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Ho 29 anni (anche se sono più vicina ai trenta…) e sono medico da quasi 6; ora frequento l’ultimo anno di specializzazione in una branca della medicina che ritengo bellissima, ma ahimè poco redditizia per quanto riguarda la professione privata, il che vuol dire che una volta diventata specialista inizierò l’iter dei concorsi e delle selezioni, ergo, dopo una fase “protetta” nel passaggio da scuola ad università, e da università a specializzazione, diventerò anch’io…PRECARIA! La parola quasi mi atterrisce! (che poi se uno ci pensa, a questo mondo precari lo siamo un po’ tutti per un motivo o per un altro)…
Io però non voglio nascondermi dietro un dito, infatti sono ben consapevole del fatto che noi medici siamo una categoria “privilegiata” di giovani lavoratori (almeno per il momento) perché tra concorsi, selezioni, assunzioni in strutture private, turni di guardia o sostituzioni nell’ambito della medicina di base, qualche soldo riusciamo a portarlo a casa a fine mese.
Al contrario ho diversi amici laureati come me, bravi nel loro campo come posso esserlo io nel mio, che hanno scelto facoltà differenti e seguito quindi altri percorsi , e che nonostante tutta la fatica, l’impegno e i concorsi superati e vinti, sono ancora in attesa di una chiamata, del rinnovo dell’ennesimo contratto a tempo determinato o della manna dal cielo.
Si possono dire cose già sentite come “ noi siamo la prima generazione dal dopoguerra ad avere meno dei propri genitori” o simili, e molto probabilmente è vero, perché anche se ora questa “crisi” può non colpirci tutti, con le generazioni successive le cose peggioreranno sempre di più .
Queste però sono cose abbastanza ovvie.
La cosa un po’ meno ovvia invece è la diretta conseguenza di tutto ciò: nessuno reagisce, o meglio nessuno ha  voglia di fare qualcosa..io credo che, oltre ad essere una generazione un po’ sfigata per colpa di mille situazioni contingenti, siamo anche una generazione cresciuta con la convinzione che le cose prima o poi sarebbero arrivate, e noi stiamo li ancora ad aspettarle!
Il tempo delle attese è finito, ora bisogna aprire gli occhi e svegliarsi!
Il punto centrale siamo NOI: se noi per primi non ci prendiamo cura del nostro futuro, perché la cosa dovrebbe preoccupare qualcun altro?
Non possiamo stare seduti ad aspettare qualcosa che ci sarà negato (vedi accozzi vari o raccomandazioni di sorta per quei pochi posti ancora disponibili) o che non ci sarà mai dato (vedi ospedali e aziende che chiudono, poche opportunità per le imprese giovanili, finanziamenti non a tasso 0…ma proprio 0 finanziamenti) ; piangerci addosso non è più un’opzione da prendere in considerazione, bisogna VOLER cambiare le cose, DOBBIAMO cambiare le cose!
Scrivo tutto questo per un semplice motivo: io ho passato davvero tanto tempo a lamentarmi per come andavano le cose, e ho aspettato che arrivasse il momento per provare realmente a cambiarle…perché non farlo tutti  insieme?
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Allestimento delle esequie alle Jacarande di Piazza Maxia

Da questa sera, nella nostra sede di Vico Barcellona 7, oltre al presidio organizzativo per la propaganda elettorale, siamo impegnati per l’allestimento delle esequie alle Jacarande di Piazza Maxia, evento che si svolgerà questo giovedì . Chi vorrà aiutarci divertendosi a ritagliare, incollare, colorare per il prossimo Flash Mob, è graditissimo! Sarà un’occasione per stare insieme, discutere e inventare nuove iniziative.
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