Consiglio Comunale, Dibattito sui Rom, 11 luglio

La seduta di oggi è stata interamente dedicata al dibattito richiesto dalla Commissione Consiliare Permanente Politiche Sociali sull’inserimento dei Rom a seguito dello sgombero del campo nomadi.
Qualche Assessore della Giunta ha ceduto la propria poltrona ai vari ospiti presenti: l’Assessore Regionale all’Igiene, Sanità e Assistenza Sociale Simona De Francisci, il Presidente della Provincia di Cagliari Angela Maria Quaquero, il Direttore della Caritas Diocesana di Cagliari Mons. Marco Lai, l’Arcivescovo Arrigo Miglio. Tra gli invitati c’era anche il Prefetto Giovanni Balsamo, assente in aula. Presente anche un rappresentante della comunità Rom: Saltana Ahmetovic, seduto affianco al Vicesindaco Paola Piras.
Il dibattito, durato oltre tre ore, è iniziato con la lettura da parte del Presidente Depau della lettera del Prefetto, dove viene ribadita la assoluta necessità che ha portato a sgomberare il campo nomadi sulla 554; le condizioni igienico-sanitarie erano infatti inaccettabili.
Il Consigliere Fabrizio Rodin (Pd) Presidente della Commissione Politiche Sociali, a cui vanno i  miei complimenti per la bella iniziativa, ha sottolineato l’importanza di uscire dalla logica del campo, rivolgendosi direttamente ai rappresentanti delle due famiglie Rom presenti.
L’intervento dell’Assessore Regionale Simona De Francisci ha evidenziato invece l’urgenza di un tavolo tecnico condiviso tra rappresentati nazionali, regionali e degli enti locali, per ragionare su una strategia di reale inclusione, lontana dalla demagogia. Sono 300.000 euro le risorse chela Regione Sardegnaha dedicato ai progetti di inclusione sociale del Comune di Cagliari (una percentuale comunque minima, come ha evidenziato la stessa De Francisci, del bilancio regionale dedicato a combattere situazioni di povertà).
Il Presidente della Provincia di Cagliari Angela Maria Quaquero ha parlato della materia definendola un’annosa questione che ha portato emergenze umanitarie e sanitarie. Il problema non poteva più essere rimandato, e se il campo non fosse stato sgomberato sarebbe stato comunque necessario occuparsi dell’accoglienza di circa 90 minori che non potevano continuare a vivere in condizioni pericolose per la salute; tale dovere, a norma di legge, sarebbe costato circa 3 milioni di euro all’anno. La soluzione trovata, oltre a essere più umana in quanto non separa le famiglie, è dunque di gran lunga più economica.
Il rappresentante della comunità Rom Saltana Ahmetovic ha fatto una breve dichiarazione dove ha ringraziato per l’invito e si è mostrato ottimista: Vogliamo scrivere insieme il progetto di inclusione. Possiamo farcela. Auguri!
Il Direttore della Caritas Diocesana di Cagliari Mons. Marco Lai ha puntualizzato che gli interventi della Caritas vengono elargiti per l’ottanta percento agli indigeni, e per il 20 per cento ai cittadini stranieri. La puntualizzazione è stata pertinente, visto l’atteggiamento razzista di tanti cagliaritani e sardi che lamentano di essere messi in secondo piano rispetto ai concittadini di un’altra nazionalità.
Ecco, non è così.
L’Arcivescovo Arrigo Miglio ha parlato della spiritualità del popolo Rom; qualsiasi forma di assistenzialismo andrebbe contro la dignità della comunità, il lavoro intrapreso dalle amministrazioni e dalla Caritas, va nella corretta direzione.
Sono state tante le osservazioni e le critiche presentate in aula dai vari consiglieri di maggioranza ed opposizione intervenuti al dibattito. Quel che è emerso è la volontà di iniziare un percorso che possa davvero portare ad un inclusione della comunità rom nella nostra città, con regole, diritti e doveri che tutti dovranno rispettare.
Io non sono intervenuto; in generale devo dire che tutto il centrosinistra ha fatto onore alla discussione.
In particolare vorrei segnalare gli interventi di Sebastiano Dessì (SEL), Maurizio Chessa (PD) e Mondo Perra (mio collega di gruppo) nonché quello di Giovanni Dore (IDV) che ha chiesto di fare luce su come mai non ci sia stato un reale controllo sul campo (a fronte delle spese sostenute per controllo e altre attività interne).
La presenza dell’Arcivescovo ha mitigato gli interventi del centrodestra, nessuno si è infatti avventurato in commenti poco ortodossi (a parte qualche consueto scivolone nel banale).
Segnalo però due interventi interessanti, degli ex Assessori Aurelio Lai (ex Assessore allo sport), Gianni Chessa (UDC, ex Assessore al patrimonio) e Anselmo Piras (PDL), ex Assessore ai Servizi sociali). Il primo ha ammesso le responsabilità della precedente amministrazione che avrebbe dovuto controllare prima lo stato del campo, gli altri due hanno candidamente ammesso che prima dello scorso settembre ma erano stati in visita al campo Rom; ma come, non amministravate voi? non sarebbe stato il caso di veder già da prima come era la situazione? Lascio a voi il giudizio…
Al termine degli interventi dei vari consiglieri ha preso la parola il Sindaco Massimo Zedda evidenziando come in seguito all’ordinanza di sgombero, è seguito un abbandono volontario del campo. Ai Rom si chiede da ora un maggior rispetto dell’ambiente e dei loro bambini, che hanno diritto di avere un’assistenza sanitaria adeguata e di essere inseriti nelle varie scuole. Il campo avrà bisogno di essere bonificato, ma al momento non è possibile quantificare i costi; saranno necessarie tutte una serie di analisi per poter stimare l’entità dell’inquinamento.
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