Meno amianto nelle scuole, più jacarande

di Cinzia Sciò
Abbiamo urlato questo slogan il 5 maggio 2011, il giorno dei funerali delle jacarande in piazzetta Maxia. Esprime lo spirito della nostra lista che vuole più trasparenza ed efficacia nel governo della nostra città.

A ottobre 2010, pochi giorni dopo l’inizio delle lezioni, otto scuole dell’infanzia della nostra città sono state chiuse per la presenza di amianto sotto la pavimentazione.
Le famiglie hanno dovuto sopportare il disagio durante la sospensione delle attività didattiche: a chi affidare i bambini alla fine delle ferie e al ritorno al lavoro?
Le scuole hanno dovuto trovare soluzioni rapide per allestire spazi adeguati e permettere ai bambini di continuare a giocare e ad imparare con compagni e le maestre: sgombrare aule, trasportare arredi, fare i conti con la sicurezza, garantire i pasti, prevedere spazi adeguati per gli alunni disabili…

Non si discute su un provvedimento necessario e dovuto per garantire la salute dei bambini. Ma che cosa ha fatto il Comune di Cagliari per risolvere il problema dell’amianto? Inizialmente ha formulato una graduatoria di priorità degli interventi e così i lavori sono cominciati nelle prime quattro scuole, fra le quali vi erano pure le scuole dell’infanzia di via Corsica e di via Zefiro. “Beh! Finalmente un po’ di criterio” si è sospirato a scuola! Volete sapere come si è proceduto?

Nel mese di febbraio sono state smantellate le pavimentazioni per eliminare l’amianto. La ditta specializzata ha lavorato velocemente: 7-10 giorni per ciascun edificio.
Quindi ora che siamo a maggio le scuole dovrebbero essere pronte, o quasi, per la riapertura, giusto? E invece no, gli otto edifici sono ancora chiusi in attesa che un’altra ditta provveda a posare i nuovi pavimenti.

Provate un po’ a pensare quante opere sono state precipitosamente avviate e concluse in questi ultimi tempi ( marciapiedi nel quartiere Amsicora, rifacimento del manto di asfalto in molte vie della città, inaugurazione di monumenti già inaugurati…) e riflettete sulle priorità assegnate dal Comune di Cagliari per garantire il diritto all’istruzione dei suoi cittadini.

In ultimo, due domande. In quante altre scuole è presente l’ amianto? Quante di queste potrebbero essere bonificate se si fosse risparmiato quel milione e passa di euro salvando così le jacarande di piazzetta Maxia?
Riflettete su questo quando sceglierete il futuro sindaco e i suoi consiglieri.

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3 risposte a Meno amianto nelle scuole, più jacarande

  1. giuseppe cojana ha detto:

    …………peggio ancora, è stata bandita la gara d’ appalto per il riposizionamento del pavimento ma solo per 3 scuole perché non ci sono fondi a disposizione. Così il sindaco uscente e il suo assessore all’ istruzione lasciano cinque scuole senza pavimentazione, sarà cura del nuovo sindaco realizzare la pavimentazione per esse e ascrivere a bilancio la spesa di 600.000 per le promesse altrui.

  2. Consuelo ha detto:

    Chiusura scuole per amianto: nonostante la bonifica via Serbariu non riapre!

    ANCORA NESSUNA CERTEZZA SULLA RIAPERTURA A CAGLIARI DELLA SCUOLA MATERNA VIA SERBARIU, APPENA BONIFICATA DALL’AMIANTO E RISTRUTTURATA CON I FONDI DEL COMUNE

    Oggi 9 settembre 2011 ancora non è stata data una risposta chiara sulla riapertura della Scuola materna di via Serbariu. Il 18 luglio la Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo Mameli + Via Meilogu, Dott.ssa Franca Maria Massidda, aveva ufficialmente comunicato la sua decisione di non riaprire la scuola per l’anno 2011/2012 nonostante fosse stata appena bonificata dall’amianto. La Dirigente scolastica aveva scelto di collocare il personale ausiliario – a sua detta insufficiente per tutti i plessi – nelle altre scuole lasciando
    sprovvista di bidelli, e dunque chiusa, la scuola materna di via Serbariu.

    Abbiamo saputo ieri 8 settembre, per voce dell’Ingegner Sitzia, che il comune, il 24 luglio, ha consegnato alla Dirigente le chiavi della scuola di via Serbariu, dichiarando di fatto ultimati i lavori e la scuola agibile, come riportato in questi giorni anche dagli articoli apparsi sulla stampa locale.

    La scuola, dal 24 luglio, è dunque nuovamente nelle mani della Dirigente scolastica ma noi lo abbiamo scoperto solo ieri. Non solo non abbiamo ricevuto, nonostante le nostre richieste, alcuna comunicazione in proposito da parte della dott.ssa Massidda ma, cosa ancor più grave, alla nostra esplicita domanda se la scuola riaprirà la Dirigente non ha dato alcuna risposta.

    Questa mattina la Dirigente incontrerà l’ingegnere Sitzia del Comune per un sopralluogo nella scuola. Per via telefonica verrà comunicato ad un rappresentante dei genitori se e quando la Dott.ssa Massidda
    potrà incontrarci per darci delle risposte. Sembra dunque che l’incontro, nella migliore delle ipotesi, non avverrà prima di lunedì 12 settembre. L’urgenza di chiarire aspetti fondamentali per i piccoli alunni e per le loro famiglie prima dell’inizio dell’anno scolastico, ovvero prima del 15 settembre, evidentemente non è condivisa.

    Siamo gli stessi genitori che l’anno scorso hanno saputo della chiusura della scuola di via Serbariu, e del trasferimento dei piccoli alunni in via Redipuglia, il giorno prima dell’inizio delle lezioni.
    Come ci era stato comunicato? Con un cartello affisso sul cancello della scuola e grazie all’iniziativa personale delle maestre. Nessun avviso o comunicazione di altro tipo. Nessuna certezza sul rientro in
    via Serbariu. I piccoli alunni hanno trascorso l’intero anno scolastico 2010/2011 nella scuola elementare di via Redipuglia, non idonea a ospitare i bambini delle materne.

    Nel frattempo abbiamo passato l’estate senza certezze, denunciando le continue incursioni da parte dei tossicodipendenti nella scuola di via Serbariu, temendo l’occupazione della struttura e atti vandalici (gli
    esempi nel quartiere di Is Mirrionis, purtroppo non mancano né in un senso né nell’altro).

    E un altro duro colpo è stato appena inflitto alla scuola. Una delle tre sezioni è stata chiusa e circa 20 piccoli nuovi iscritti – la cui domanda di iscrizione era stata accettata – hanno saputo solo da qualche giorno che per loro non c’è più posto nella scuola e ora le loro famiglie si ritrovano a cercare una soluzione di fortuna.

    Temiamo fortemente che una scuola appena messa a norma e completamente ristrutturata venga chiusa. Siamo dunque al teatro dell’assurdo? Con la loro bellissima scuola pronta, i bambini di via Serbariu rischiano d’essere spostati nella scuola elementare di via Redipuglia come pacchetti postali, costretti in una scuola con servizi igienici non adeguati alla loro età e numericamente insufficienti, senza spazi
    attrezzati per alunni dai 3 ai 5 anni, né androne adatto (sono presenti le scale) per le attività ludico ricreative, con aule sottodimensionate, con scale non a norma per bimbi così piccoli.

    L’indignazione per la decisione di chiudere la scuola di via Serbariu – della quale al momento non è arrivata smentita – è grandissima e crediamo sia pienamente condivisibile dalle istituzioni e dalla comunità e non solo per una questione di principio o per un senso di giustizia. Di fatto una scuola è stata ristrutturata con i soldi del Comune di Cagliari, dunque con i soldi di tutti i cittadini, e ora si vuole perpetrare l’ennesimo spreco, oltraggio al comune buon senso, che va a gravare su tutti noi.

    Firmato
    Comitato per la riapertura della scuola di via Serbariu
    gruppo Facebook: Riapriamo la materna “via Serbariu”
    e-mail: famiglieviaserbariu@gmail.com
    Cagliari, 9 settembre 2011

  3. simone ha detto:

    Salve, l’unica cosa da fare è scioperare, andando anche a trovare la dirigente scolastica nel suo ufficio. Non esiste proprio che la dott.ssa Massidda debba dire “se e quando ricevervi”, deve svolgere i compiti per i quali percepisce lo stipendio e risolvere il vostro problema data l’urgenza!!
    Per quanto riguarda le incursioni dei drogati nella scuola di Via Serbariu, vorrei ricordare che questi signori sono gli stessi che stanno occupando l’ex sede della Circoscrizione comunale sotto il Colle di S.Michele (per la quale il Comune paga un affitto a terzi, pur non usufruendone nonostante le belle idee in campagna elettorale), gli stessi che si trovano nel giardino fra l’ ex sede della Circoscrizione, le case della Gesca e la scuola di Via Serbariu e ancora gli stessi che si stanno trasferendo nel corridoio a fianco della nuova sede della Circoscrizione n.3, rendendolo una vera e propria PATTUMIERA!!

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